Coltivare Carote


Si tratta di un ortaggio non particolarmente difficile da coltivare ma che richiede un terreno soffice e sabbioso, per cui non viene bene in ogni orto. Le carote chiedono un clima non troppo caldo perché la radice indurisce se la temperatura è troppo alta, in generale si adattano comunque a tutti i climi, mentre sono più esigenti riguardo al tipo di terreno. Terreni fertili, umidi e leggermente calcarei rappresentano il luogo ideale per la coltivazione delle carote. Quindi scegliete bene la zolla del vostro orto da dedicare a questi ortaggi. Il terreno dovrebbe essere perfettamente ripulito da sassi e pietruzze, per non ostacolare la crescita dell’ortaggio e preferibilmente a tessitura sciolto.

Tecnica Colturale
Prima di piantare le carote bisogna lavorare il terreno perché sia molto sciolto, con una vangatura profonda (circa 40 cm di profondità), sistemando compost o altro concime organico.

Le carote richiedono una concimazione moderata con compost organico. Non amano i terreni troppo ricchi di azoto. Durante l’estate, quando il clima diventa secco e il terreno si asciuga, potrete procedere ad annaffiare le carote anche due volte al giorno, la mattina presto e la sera. Per il resto dell’anno basterà una volta al giorno per l’annaffiatura, sia nell’orto che in vaso. Nell’orto le carote potrebbero incontrare ostacoli inaspettati, come sassi e sassolini, e deformarsi o non raggiungere le dimensioni desiderate. La carota normalmente viene seminata ma si ottengono ottimi risultati anche trapiantando giovani piante con pane di terra. Le distanze di trapianto devono essere di almeno 10 cm sulla fila e 25 cm tra le file. I vantaggi del trapianto sono legati alla velocità di accrescimento della pianta, dato che la germinazione della carota è molto lenta. Grazie al trapianto quindi si ottiene un maggiore controllo delle infestanti, inoltre si evita di fare il diradamento delle piante (obbligatorio se si effettua la semina).

Rincalzo e zappettatura. Un leggero rincalzo può rendersi necessario se le radici emergono dal terreno, onde evitare che la luce faccia inverdire il colletto delle carote. Smuovere il terreno interfila con la zappa è un’operazione comunque utile per mantenere soffice la terra intorno alla radice.

Irrigazione. Le carote non hanno bisogno di costante umidità, basta irrigare quando il terreno diventa secco, diradando le innaffiature in modo da non creare ristagno.

Patologia e Difesa
Fisiopatie: La carenza d’acqua provoca partizione della radice rovinando la verdura, mentre l’eccesso d’acqua produce spaccature che spesso si associa a batteriosi e diventa marciume.

Batteriosi: Xantomonas ed Erwina Carotovora sono le due batteriosi che possono colpire le carote, in orticoltura bio si prevengono col rame.

Malattie fungine: le carote sono attaccate da due tipi di peronospora: una colpisce la parte aerea, l’altra attacca la radice, inoltre possono contrarre anche l’alternaria, soprattutto su terreno pesante e argilloso. La sclerotinia invece causa danni ai tessuti che si ricoprono di una muffetta bianca e in seguito puntini neri. Anche queste malattie possono essere prevenute con l’impiego di rame.

Vermetti sotterranei: i nematodi producono bitorzoli sulla radice, mentre i ferretti la bucano.

Mosca della Carota: questa mosca depone le uova nella parte aerea della carota, le sue larve mangiano la pianta. Questa mosca, però, non sopporta l’odore delle lilliacee (aglio e cipolla). Da qui la tecnica di consociazione da cui trae vantaggio anche la cipolla perché la carota a sua volta è sgradita alla mosca della cipolla.

Afidi. L’attacco degli afidi è particolarmente difficile da individuare per via della forma delle foglie, serve una lente per individuarli e il sintomo di un attacco può essere la mancata crescita della foglia. Gli afidi della carota si combattono col piretro.